Le monete della zecca di Correggio

mostra a cura dell'accademico Arturo Lusuardi,

organizzata in collaborazione con il Comune di Correggio

 

di Giuseppe Ruotolo

 

    La Accademia Italiana di Studi Numismatici propone, nella prestigiosa cornice di Vicenza Numismatica 2007, la mostra di monete battute nella zecca di Correggio fra il 1569 e il 1630. È l’intero ciclo di una “piccola” zecca d’Italia interamente illustrato dalla collezione umismatica dell’accademico Arturo Lusuardi, che solo da pochi mesi è stata acquistata dal Comune di Correggio ed immessa nel Museo Civico che è situato nelle sale del Piano Nobile del Palazzo dei Principi.

    La mostra è realizzata non solo per l’impegno di Lusuardi, non nuovo a valide esposizioni scientifiche, ma anche per quanto già detto per la sensibilità della Civica Amministrazione del Comune di Correggio guidata dal Sindaco dottor Marzio Iotti e per la disponibilità dell’Assessore alla Cultura dottoressa Ilenia Malavasi.

   La valenza culturale e scientifica della raccolta Lusuardi, che ora è a disposizione del pubblico, può essere meglio apprezzata se si considera che in altri ambienti del museo dove la collezione è stata sistemata, sono conservati capolavori di Francesco Madonnina, di Girolamo Donnini, di Baldassarre Aloisi detto “il Balanino”, di Vincenzo Vela e di Andrea Mantenga presente con l’opera del 1493 “il Redentore”. Prossime ai capolavori di questi artisti, le monete non sfigurano ed anzi servono a fare comprendere meglio le radici della nostra storia.

    Nel complesso sono presenti nella collezione Lusuardi 82 tipi, nominali tutti rari o rarissimi, più una medaglia emessa per Iacopa, figlia di Azzo II da Correggio ed una tessera in bronzo fatta approntare in occasione della prima rappresentazione in città di una delle più significative opere della drammaturgia cinque-seicentesca, il Il Pastor Fido di Battista Guarini che si tenne a Correggio al tempo del principe Siro.

    La concessione di battere moneta ai signori di Correggio fu decretata con diploma dall’imperatore Ferdinando I in data 16 maggio 1559 in favore di Gilberto e di Veronica Gambara e dei loro cugini Gilberto Camillo e Fabrizio. La officina monetaria sarebbe stata però effettivamente allestita ed avrebbe dato origine alla produzione di monete solo dieci anni dopo.

    La zecca di Correggio nell’arco di poco oltre sessanta anni battè diversi nominali in oro, in argento, in mistura e in rame: una produzione di doppie, talleri, ongari, scudi, bolognini, muraiole, cavallotti, camillini, sesini e soldi a nome dei conti, poi principi di Correggio.

    Una splendida ed estremamente rara moneta di Correggio è il ducatone da 7 lire con i busti affrontati dei duchi Camillo e Fabrizio battuto nel 1586 dallo zecchiere Ferranti. È uno splendido pezzo in argento del peso di 32 grammi con da un verso i busti dei duchi la cui incisione riuscì “assai somiglianti” e dall’altro l’arme del casato rappresentato dallo scudo d’Austria diviso in quattro campi con due leoni con gigli e due aquile coronate ed intorno l’impresa ORIGINIS INCLITAE SIGNVM INSIGNE (illustre segno d’inclita origine), ad ostentazione dell’antichità della stirpe.

    Altro ducatone di alta rarità è quello emesso da Camillo d’Austria signore e conte della città di Correggio del quale sono noti solo pochi esemplari battuti nel 1599 e nel 1600.

    Di Siro d’Austria sarà possibile ammirare diversi tipi di ducatoni: con il busto del principe volto a destra ma con lo stemma inquartato o solo partito di 2, tutti con il motto ANTIQUISSIMA FAMILIAE INSIGNIA e di peso sempre leggermente diminuito, e finanche il tipo con il busto del principe volto a sinistra MONETA NOVA CIVITATI CORR (moneta nuova della città di Correggio) con il quale Siro d’Austria avrebbe cercato di difendersi dalla accusa di aver adulterato la lega delle monete e dimostrare che le sue monete erano di ottima lega di argento, ma è un vero peccato che i pochi pezzi noti dimostrano un peso medio decisamente basso.

    Fra i rari pezzi di oro saranno mostrati a Vicenza Numismatica 2007 non solo lo scudo da 144 soldi a nome di Camillo e Fabrizio, di cui si conoscono solo quattro pezzi, ma i non meno eccezionali esemplari della mezza doppia anonima e dell’ongaro di Camillo.

    Della zecca di Correggio il primo a darne un accurato studio sistematico fu Quirino Bigi che nel 1870 pubblicò a Modena il volume “Di Camillo e Siro da Correggio e della loro zecca”; non pochi documenti inediti inerenti Correggio pubblicarono sulla Rivista Italiana di Numismatica sia Ercole Gnecchi che Serafino Ricci. Sostanzialmente poi nulla è stato aggiunto a quanto reso noto da questi autori sino alla pubblicazione del volume di Arturo Lusuardi “Le monete della Zecca di Correggio 1569 – 1630” edito nel 1986 e poi con una seconda edizione resa disponibile nel 2002. Il contributo più recente alla conoscenza delle monete di Correggio è il sintetico catalogo “Le monete di Correggio nella Collezione Lusuardi”, di Gabriele Fabricci realizzato con il contributo della Civica Amministrazione.

    È una esposizione, quella permessa dal Comune di Correggio e curata da Lusuardi veramente unica per completezza e ricchezza di tipi, eccezionale per le rarità presentate, straordinaria per le conservazioni dei singoli esemplari, magnifica per la realizzazione scenografica e nell’insieme un evento straordinario da non perdere assolutamente il cui valore aggiunto è rappresentato dall’essere legato ad un territorio poco distante da Vicenza.